Sono nato a Roma il 14 Agosto 2005 e oggi vivo ad Anguillara Sabazia, un piccolo paese affacciato sul Lago di Bracciano. Crescere in un luogo con poche occasioni di aggregazione mi ha portato fin da bambino a rifugiarmi nelle storie. I fumetti Marvel, il cinema — da Bud Spencer e Terence Hill fino a film come American Psycho, Quasi amici e Bastardi senza gloria — hanno costruito il mio immaginario e il mio modo di osservare il mondo.
Non mi sono mai considerato una persona naturalmente artistica. Disegnavo ciò che immaginavo, ma senza la necessità di comunicare qualcosa agli altri. La vera svolta arrivò con i videogiochi e con il mondo di YouTube, che mi accompagnarono durante la crescita. In particolare Minecraft fu il primo mezzo che mi fece comprendere il valore della creazione: costruire mondi, atmosfere e racconti personali. Fu lì che nacque il desiderio di trovare una forma espressiva capace di trasformare la mia visione in qualcosa di condivisibile. Provai prima il disegno, poi la pittura, ma sentivo sempre la mancanza di quell’elemento elettronico e contemporaneo che il gaming mi aveva trasmesso. Tra il 2021 e il 2022 la fotografia entrò così nella mia vita. Dopo un anno di sperimentazione capii che quella sarebbe diventata la mia lingua.
Iniziai con una Sony a6000, esplorando il territorio in cui vivevo attraverso la fotografia street, paesaggistica e macro. Col tempo eliminai tutto il resto, mantenendo soltanto la street photography. In quel periodo la macchina fotografica era un’estensione del mio sguardo: un modo per mostrare agli altri come percepivo la realtà quotidiana. La narrazione, però, arrivò più tardi. All’inizio fotografavo ciò che vedevo; solo nel 2024, dopo la morte di mia nonna, compresi che la fotografia poteva fare ciò che le parole non riuscivano a fare per me. Attraverso il silenzio delle immagini riuscivo finalmente a esternare emozioni impossibili da spiegare. Da questa consapevolezza nacque nel 2025 un progetto fotografico diviso in tre capitoli, ispirato proprio alla struttura narrativa dei videogiochi. Il primo capitolo, Together, realizzato nell’ottobre 2025, affronta il tema della morte attraverso il ricordo di mia nonna e il legame con mio nonno. Per me la morte non rappresenta soltanto una fine, ma qualcosa che rende evidente la bellezza stessa della vita. Tra novembre e dicembre 2025 realizzai il secondo capitolo, ATTESA, incentrato invece sulla figura di mio nonno, malato terminale, e sul senso di sospensione davanti all’inevitabile. Oggi, 28 maggio 2026, sto lavorando al terzo e ultimo capitolo di questa trilogia. Se all’inizio la fotografia era semplicemente il mezzo con cui raccontavo il mondo che avevo davanti, oggi è diventata qualcosa di molto più personale e necessario. Non riesco a fotografare ciò che non sento davvero. Se non ho qualcosa da dire, la macchina fotografica smette di appartenermi.